TREKKING, ESCURSIONISMO, VISITE GUIDATE: terminologie errate e obiettivi

Terminologie errate e nuovi orizzonti!?

Il limite sottile tra il fare in silenzio (anche se poi bisogna parlare) e il parlare senza criterio (anche se con estrema competenza, lo ammetto).

Nelle ultime ore, dopo il chiarimento della regione Campania, si sono innalzate, a ragione, numerose polemiche in merito alla possibilità o meno di praticare escursionismo (in forma individuale e in ogni fascia oraria) e in merito alla distinzione del trekking (termine generico in questo caso) come attività motoria o attività sportiva.

Un' ulteriore polemica sviluppatasi in queste ore, in giro per il web, è quella della terminologia errata di "trekking urbano" e sulla negatività del mondo dei professionisti che oltre a non difendere i veri valori della montagna, è tacciata di vendersi e di rappresentare una categoria di approfittatori e di usurpatori, nonché di distruttori.

Sulla vicenda della terminologia non ci piove,sono stati commessi errori palesi. Sulle modalità e sulle finalità che questi tumulti giornalieri ci hanno portato a porre l'accento sull'escursionismo e sulla montagna, però dobbiamo essere chiari.

Se fino ad oggi, il termine trekking (sia nel concetto giusto o sbagliato) non era stato ancora menzionato, è sicuramente colpa anche di chi, tuonando e imprecando e criticando, non ha mai mosso un dito in maniera istituzionale ma solo "populistica"; siamo in uno stato democratico e di diritto e volente o nolente, abbiamo delle istituzioni, le quali non solo ci rappresentano (o dovrebbero rappresentarci) ma fanno parte di un processo che non va separato da "noi" ma va integrato.

Io non mi offendo se dalle istituzioni nascano delle contraddizioni, perché tuttologi non si nasce ne ci si diventa. Ma mi incazzo (si mi incazzo), quando chi sa e chi si erge a paladino, non si impone a tali livelli e cerca di correggere il tiro.

Ma correggere il tiro, a mio modesto avviso, non significa ne additare, ne fare la lezioncina, significa alzarsi, rimettersi a tavolino o in call (privata), mettersi al pc, scrivere, analizzare e porre rimedio all'errore, in silenzio e con l'umiltà giusta.

Chi scrive, ha presentato nel corso degli ultimi anni, ben 3 proposte di legge regionale (legate a varie attività), di cui 2 andante anche in porto e tuttavia, non avevo mai immaginato fino ad ora di dirlo o di proclamarlo al mondo.

L'accento è stato posto, le basi per ritornare a parlare di concretezza ci sono, le basi per far nascere una legge regionale nuova che ponga attenzione sulla montagna, sulle categorie e sulle terre interne, si sono poste, ora, in maniera differente. Gli errori di altri, saranno sicuramente messi sul tavolo, ma in forma concreta e non aleatoria.

Sul discorso degli approfittatori o degli usurpatori, non scenderei troppo nel merito e mi spiego; nel mondo in generale, come nel turismo nella vita, ci sono maree di persone e di storie, ognuna diversa e ognuna con il proprio peso e bagaglio. La generalizzazione non è mai positiva ne in un lato , ne dall'altro. Ci sono guide, operatori, associazioni che operano in ottica di beceri interessi? Certamente non lo posso escludere.
Ci sono guide, operatori, associazioni che operano perché dentro di loro arde una passione vera e pulsante e perché come obiettivo hanno scelto quello di "non lasciare la propria terra" ma combattere per essa? Si, di questo ne sono certo.

Pertanto, cari polemici da tastiera, cercate di ergervi meno dai vostri piedistallli, perchè tutto ciò che dite è vero ed ha senso e i vostri discorsi sarebbero costruttivi e ricchi di spunti se non fossero agitati da una sorta di odio primordiale. Ho solo 33 anni, ma da 17 vivo una realtà di zone iterne, difficile, immensamente complicata e dove l'economia ogni anno subisce colpi. Ma non l'ho mai abbandonata ed ho sempre lottato per essa (chi mi conosce sa di cosa parlo). Avessi avuto dei beceri interessi soltanto, avessi scavato i pozzi di petrolio, forse a quest'ora avrei preferito fissarmi in zone ad alto tasso di flussi turistici, avrei lavorato solo con un pubblico straniero di altissimo livello e avrei pensato "ma si, lasciamo pure che l'appennino venga lasciato a se stesso!".

Purtroppo per voi, non è cosi; anche se so che siete una minoranza che si conta su metà delle dita di una mano, vi invito a conoscere prima le persone, ad indagare sulle proprie storie, le proprie vite e magari a scambiare qualche parola con loro. Scoprirete una vita fatta di sacrifici, lotte, difficoltà, pianti e piccole soddisfazioni che valgono più di mille critiche.

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